Inizia la grande
stagione dei family
office, le strutture
che gestiscono
patrimoni personali
rilevanti, quelli a
partire da una
decina di milioni di
euro. Dopo
l'acquisizione, a
fine luglio, da
parte di Gbl
Fiduciaria, società
del gruppo Banca
Leonardo (guidato da
Gerardo Braggiotti),
di un nome del
calibro di Franco
Aletti, proveniente
da una storica
famiglia milanese di
agenti di cambio,
adesso è l'ora di
Giovanni Tamburi,
della Tamburi &
partner, e Pietro
Giuliani, di Azimut.
I due sono riusciti
a strappare alla
famiglia di
industriali
farmaceutici Zambon
una professionalità
di rilievo, quella
di Manuela Mezzetti,
gestore prima dei
loro patrimoni, poi
co-fondatore e socio
di Secofind, uno dei
maggiori family
office in Italia,
che fa capo proprio
agli Zambon. Adesso
Mezzetti, 48 anni, è
il direttore
generale di Open
Family Office,
neonata sim
paritetica fra due
società quotate,
ovvero Tip Tamburi
Investment Partners
(Tamburi, per
l'appunto) e Azimut
Holding. La sede
operativa sarà nel
centro di Milano.
Nel 2003 queste
strutture in Italia
erano solo 13,
secondo un'indagine
di Magstat
Consulting. Alla
fine dello scorso
anno ne sono state
rilevate ben 77.
Continuano a
crescere di numero e
a investire su
professionisti di
consolidata
esperienza. Segno
che i grandi
patrimoni in Italia
sono insoddisfatti
dei loro gestori,
spesso istituti di
credito
tradizionali.
Mezzetti, laurea in
finanza aziendale
alla Bocconi, un
passato nella
gestione
proprietaria di
cambi e tassi per
Citibank e dieci
accanto agli Zambon,
è stata chiamata a
dar vita a una
struttura che
intende evitare le
due classiche
tipologie di family
office in Italia. Da
un lato quella che
«si occupa, a grandi
livelli, solo della
gestione finanziaria
dei patrimoni,
dall'altro quella
che estende il
servizio anche alle
problematiche
personali familiari,
come la ricerca
della baby sitter o
del posto barca»,
spiega Mezzetti.
Open si porrà al
centro di tutto ciò:
offrirà ai clienti
la gestione
finanziaria in piena
indipendenza da
banche e soci,
quindi niente
gestioni Azimut
(«Useremo solo
prodotti di case
terze», spiega il dg),
accanto alla
pianificazione
fiscale e
successoria e
servizi per i
patrimoni aziendali
(gestione della
liquidità). Un
elemento di
distinzione sarà la
possibilità di
entrare a far parte
di una club house,
«un cerchio
ristretto di persone
che potrà scambiarsi
occasioni di
investimento escluse
al mercato»,
aggiunge. Spesso,
infatti, i clienti
dei family office
sono imprenditori
che realizzano
progetti
particolari, come
per esempio lo
sviluppo di progetti
immobiliari o la
creazione di newco
con obiettivi
specifici. In queste
occasioni si pongono
alla ricerca di un
numero ristretto di
partner affidabili
con i quali
condividere l'idea.
La sim è in attesa
del via libera a
operare da parte
degli organi di
vigilanza, che
dovrebbe arrivare
nel giro di qualche
mese. Nel frattempo,
Mezzetti sta
mettendo insieme la
sua squadra, che a
regime sarà composta
da una ventina di
professionisti. «Per
poter essere
competitivi sul
mercato sarà
necessario creare un
team di family
officer all'altezza.
Non semplici private
bankers con
competenze
commerciali»,
racconta Mezzetti,
«ma veri gestori in
grado di
interloquire con il
cliente in campo
finanziario». Il
gruppo interno di
lavoro sarà quindi
formato da esperti
di Borsa, mentre la
società si avvarrà
di professionisti
esterni di fiducia
quali avvocati e
fiscalisti per
dirimere le
questioni tributarie
e successorie. Il
target di
riferimento sono
famiglie di
industriali, i
soggetti
istituzionali, le
fondazioni («A
queste ultime tengo
particolarmente, ho
lavorato per lungo
tempo con loro»), ma
anche privati con
forti patrimoni
personali. Open
inizierà a gestire
clienti con asset
liquidi a partire da
5 milioni. Nel caso
delle famiglie,
significa che queste
possiedono almeno
altrettanto valore
in immobili e beni
vari.
Nel frattempo
Secofind ha dovuto
riorganizzarsi.
Elena Zambon, che
aveva creato la
società lasciandola
nelle mani di
Mezzetti per poter
seguire le attività
farmaceutiche, è
tornata alla
presidenza del suo
family office.
Amministratore
delegato è stato
chiamato Anna
Procopio, ex
direttore generale
di Tradinglab del
gruppo Unicredit.
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