| Milano Finanza
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| Numero 238, pag. 39 del
29/11/2008 |
| Autore: di Laura Celli
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| Il family
office si scusa
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Le strutture che gestiscono le
famiglie vip stanno abbattendo i costi di tutti gli asset e puntano
sugli alternativi.
E si preparano allo shopping in borsa |
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| Scusa, ma quanto spendete in
auto sportive, barche, case ad aerei? Non si potrebbe dare un taglio ai
costi di gestione? È quello che Cofib advisor sim, in tempi di crisi
economica e borse sull'ottovolante, ha chiesto ai propri clienti del
family office, persone che danno in gestione patrimoni di almeno una
decina di milioni di euro. «Abbiamo proposto uno Scusa, ovvero un Simple
check up sleeping assets per stimolare la curiosità dei nostri clienti a
rivedere l'impostazione di tutte le spese generate dagli investimenti
effettuati», spiega Carlo Nalli, presidente della società. Per avere
un'efficace strategia di attacco, prosegue, bisogna preparare una buona
difesa. Come per esempio tagliare i costi. I family office, che fra il
2003 e il 2007 sono cresciuti da 13 a 77 unità, secondo Magstat, stanno
cercando di superare le difficoltà del periodo anche attraverso
«l'attenzione alle commissioni addebitate dagli intermediari», chiarisce
Patrizio Rinaldi, ad di Banca Ifigest, istituto di credito che
rappresenta diversi nuclei familiari storici italiani. Lo conferma Peter
Sartogo, managing partner di Global wealth management: «Operiamo una
riduzione delle spese perché facciamo partecipare i clienti alle nostre
economie di scala. Ora, poi, la deflazione ci aiuterà a ottenere costi
ancora più bassi». Edmond de Rothschild sgr, che opera con i family
office, sta notando «una forte domanda di chiarezza e semplicità con
costi espliciti», interviene l'ad Stefano Rossi.
Queste strutture, che devono preservare ingenti
ricchezze, stanno cercando di creare valore con asset class anche nuove
e a rischio contenuto. Evitando magari di cadere nella trappola di
prodotti strani che possano contenere pericoli. Qualche giorno fa, gli
specialisti di Consultique, un family office che fa capo a Cesare
Armellini (la famiglia è azionista di quotidiani quali Il giornale di
Vicenza, L'Arena di Verona e BresciaOggi) hanno organizzato a Vicenza un
incontro su come scoprire i titoli tossici nascosti nei propri
portafogli.
Tra le tipologie nuove di investimenti a basso
rischio che stanno esplorando oggi i family office vi è il life
settlement. «Consiste nell'acquisto da parte di un soggetto terzo, un
cosiddetto life settlement provider», chiarisce Daniele Conti, cfo di
Life settlement advisors, «di una polizza puro rischio stipulata da un
cittadino americano. La caratteristica è l'assoluta decorrelazione dalle
classiche variabili, in presenza di rendimenti vicini al 10% annuo». Nel
life settlement, ma anche nei vini pregiati investirà Private
alternative selection, la Sif (Specialised investment fund) di Farad in
fase di autorizzazione. «È uno strumento grazie al quale la clientela di
fascia molto elevata potrà effettuare investimenti di nicchia
difficilmente accessibili ai privati», racconta Fabrizio Mazzucato,
managing partner di Farad. Per capitali a partire da 10 milioni di euro,
ci si può far costruire una polizza personalizzata. È possibile con
Fideuram In prima persona, la unit di diritto italiano che la banca del
gruppo Intesa Sanpaolo ha realizzato assieme a Skandia vita. Fra gli
interessi di investimento alternativo della clientela ultra high net vi
è sempre più la filatelia, che «non essendo stata condizionata da una
domanda speculativa», spiega Alberto Bolaffi, presidente della maggiore
società italiana di settore, «sta dando risposte molto positive. I tagli
medi di acquisto in questo segmento si aggirano sui 50 mila euro». La
difficoltà dei mercati finanziari, conclude poi Mario Zanaria, esperto
di settore, ha portato una grande verve nel mercato, «come hanno
dimostrato le ultime aste internazionali, nelle quali viene superata
sempre più spesso la barra del milione di euro per singolo pezzo».
Ma i family office stanno già cercando di
innestare la marcia dell'attacco puntando sui titoli quotati. «Nei
prossimi mesi suggeriremo di acquistare gradualmente un 10-15% di
strumenti azionari un'ottica di lungo termine», spiega Dario Tosetti,
presidente di Tosetti value sim. Massimo Papetti, responsabile del
family banking di Cfo Sim, punta «sull'energetico e petrolifero, visto
che sembrano avere ormai scontato tutto il peggio possibile oltre a
mantenere buoni fondamentali». Alfredo Sangiovanni, ad di Uln sim, si
attende infine importanti ritorni nei prossimi 12-18 mesi soprattutto
dagli Usa. (riproduzione riservata) |
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