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Per i
senior il fisso offerto dalle banche arriva a
70-100 mila euro.
Il variabile? Vale un ulteriore 50-70%. E se per
fidelizzare gli esteri usano le stock option,
gli italiani...
Si
parte da una retribuzione fissa che oscilla dai
45 ai 70 mila euro annui. Si aggiunge una parte
variabile legata agli obiettivi raggiunti, che
può spingersi fino al 50% del fisso. E si
ottiene il trattamento economico riservato dalle
banche (commerciali, specializzate ed estere) ai
propri private banker senior, quelli, per
intendersi, con un'esperienza di almeno dieci
anni e un portafoglio clienti consolidato di
oltre 50 milioni di euro. A sostenerlo è
un'indagine dello Studio Magstat di Bologna, che
ha passato in rassegna le retribuzioni delle
diverse figure operanti nel settore, nonché gli
strumenti adottati dagli intermediari per
blindare gli uomini d'oro.
Il
responsabile delle unità di relationship
manager, che opera un po' più su nella scala del
private? Sempre secondo Magstat, questa figura,
mediamente inquadrata come quadro di quarto
livello, coordina gruppi di quattro-dieci
uomini, a fronte di una retribuzione fissa che
varia dai 65 ai 100 mila euro, più una parte
variabile, che in alcuni casi arriva fino al 70%
del fisso. Passando invece alle figure junior da
formare, quali per esempio gli ex addetti ai
borsini o comunque i professionisti con
un'esperienza inferiore ai cinque anni e, in
sostanza, senza portafoglio, Magstat parla di un
inquadramento come quadro di primo o secondo
livello, di un fisso che oscilla tra i 35 e 55
mila euro annui e di un variabile pari al 20-30%
del fisso. ´Gli junior', sottolinea Marco
Mazzoni, responsabile dello Studio Magstat,
´sono richiesti soprattutto dalle banche
commerciali italiane che hanno creato divisioni
private segmentando la clientela. Sono invece
figure poco ricercate dalle banche straniere e
da quelle italiane specializzate di recente
costituzione, partite da zero senza clientela'.
Diverso il trattamento riservato ai private
banker che operano per reti di promotori
finanziari con strutture dedicate o per una sim
o una sgr con un contratto a provvigione.
´In questi casi', spiega Mazzoni, ´sono previsti
contratti triennali o quinquennali in base al
portafoglio. Se quest'ultimo si aggira sui 30-50
milioni di euro, la retribuzione lorda annua
varia da 100 a 200 mila euro e proviene dalle
front fee e dal management fee'. Nel caso di un
private banker manager, aggiunge poi Mazzoni,
´gli stipendi possono superare anche i 150 mila
euro, dal momento che alle provvigioni sul
portafoglio si aggiungono le over, cioè le
provvigioni percepite sui ricavi dei private
banker coordinati'.
Ma
quali sono invece gli strumenti più utilizzati
dagli intermediari per impedire la fuga dei
private banker? ´A volte', risponde Mazzoni,
´viene inserito nel contratto sia il patto di
non concorrenza sia di durata minima. È inutile
sottolineare che il primo è quello che vincola e
ostacola maggiormente un banker che vuole
cambiare struttura'. Una terza soluzione
impiegata è il prolungamento del periodo di
preavviso. ´Questi patti, che comportano il
pagamento di penali salate in caso di
inadempimento, sono tra i principali motivi che
hanno fatto lievitare gli stipendi e ingessato
il mercato. Si tratta di metodologie poco usate
dagli stranieri, che preferiscono legare gli
uomini con le stock option'. (riproduzione
riservata) |