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MAGSTAT |
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La Repubblica - Affari & Finanza - 28 settembre 2009 |
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Quindici miliardi andati in fumo il prezzo della crisi
Centoundici miliardi andati in fumo nel 2008: è quanto
risulta dall' indagine sul Private banking condotta
annualmente dallo studio Magstat. Il patrimonio detenuto
dagli operatori specializzati è passato da 574 miliardi
di fine 2007 a 504 miliardi di fine 2008 perdendo ben 70
miliardi, in gran parte dovuti alle perdite subite dalle
borse internazionali. Stimando che il mercato italiano
del private banking valga ora 734 miliardi di euro, la
quota non ancora raggiunta dai servizi di private
banking è pari al 32% (230 miliardi). Il mercato ha
perso quindi ben 111 miliardi di euro in un anno (a fine
2007 aveva toccato 845 miliardi dopo 6 anni di
crescita). In calo anche la quota non raggiunta da
servizi ad hoc che a fine 2007 era pari a 271 miliardi
di euro. In forte riduzione risuluta anche il numero
complessivo delle filiali e uffici che passano da 2.146
di fine 2007 a 2.053 di fine 2008. Continuano a crescere
invece gli operatori finanziari che passano da 222 unità
a 230 grazie soprattutto all' entrata di 9 nuove
strutture di family office. In aumento anche il numero
dei private bankers, da 11.674 a 12.310 unità, e il
numero di clienti, da 578.358 a 607.580. I primi tre
gruppi bancari italiani (IntesaSanPaolo, Unicredit Group
e Ubi Banca) controllano il 40,4% del mercato servito
(203,4 miliardi di euro); mentre, i primi cinque gruppi
detengono il 50,6% (255,1 miliardi di euro); contro il
51,2% dell' anno precedente. All' interno di ciascuna
tipologia, i primi due/tre operatori fanno la parte da
leone. (r.rap)
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