Repubblica — 09
giugno 2008 pagina
45 sezione: AFFARI
FINANZA
Il family office
è una struttura
multidisciplinare,
legata al mondo
del private
banking, che si
occupa della
gestione
integrata dei
grandi
patrimoni. Un
fenomeno che è
ormai diffuso a
livello
mondiale, ma che
altrettanto
ovviamente è
destinato a
quelle famiglie
che possono
contare su una
elevatissima
disponibilità
economica. Il
family office
può svilupparsi
in due modalità:
privato, quando
fornisce il
servizio ad un
solo cliente,
oppure multiplo,
quando il
servizio è
offerto a
differenti
clienti. Quest'
ultima soluzione
ha un vantaggio
non indifferente
ed è quello di
dare accesso a
servizi
integrati e di
qualità anche a
possessori di
patrimoni pur
notevoli ma
relativamente
più contenuti.
Nel 2006, il
mercato
complessivo dei
"super ricchi"
italiani, quello
che è
potenzialmente
interessato dal
fenomeno, era
stimato pari a
820 miliardi di
euro e
riguardava un
totale di 712
mila famiglie,
secondo una
elaborazione
Mamy' s Value su
dati World
Wealth Report
Merrill e Aipb
del 2006. Un
importante punto
di riferimento
per il settore è
arrivato proprio
nel 2006 con la
costituzione di
Aifo
(Associazione
Italiana
Financial Family
Officer). Si
tratta di un'
associazione
senza scopo di
lucro fondata da
personalità del
mondo
accademico,
finanziario ed
imprenditoriale
che si propone
tra i suoi
principali
obiettivi quello
di diffondere i
modelli
economici e la
cultura del
family office e
del family
business nel
nostro paese, di
allargare le
conoscenze e le
competenze
interdisciplinari
di chi lavora
nel settore per
rendere
efficienti i
patrimoni
familiari di
grandi
dimensioni e di
creare una
figura
professionale
apposita per
questo settore,
il financial
family officer.
Quest' ultimo
può benissimo
essere definito
come un
"ingegnere
patrimoniale" il
cui principale
obiettivo è la
protezione degli
interessi dei
possessori di
patrimoni
complessi e
rilevanti. Tra
le attività del
financial family
officer
rientrano
innanzitutto la
pianificazione,
la gestione e la
supervisione
dell' andamento
degli
investimenti
mobiliari ed
immobiliari, il
coordinamento
delle attività
di gestione del
patrimonio e la
prevenzione dei
rischi nelle
relazioni
interpersonali
della famiglia
nel delicato
processo del
passaggio
generazionale d'
impresa. La
prima
caratteristica
fondamentale del
financial family
officer è il
possesso di
grandi e precise
conoscenze all'
insegna della
trasversalità,
intesa come
visione globale,
delle componenti
patrimoniali del
cliente. Il
funzionario
deve, in
sintesi,
considerare
tutte le
componenti del
patrimonio del
suo cliente come
facenti parte di
un sistema e non
come componenti
isolate. Questo
consente di
attuare un'
unica strategia
patrimoniale
finalizzata in
maniera decisa
verso la
realizzazione di
un efficiente
obiettivo di
redditività
netta. Per
raggiungere i
suoi obiettivi
Aifo è molto
attiva nel campo
dei corsi di
formazione, dei
convegni e dei
seminari. Ma
punta molto
anche su
strumenti
importanti, come
pubblicazioni
puntuali ed
aggiornate nel
campo del family
office. Secondo
i dati del 2006
dell'
associazione,
gli ultimi
disponibili, le
strutture di
private banking,
italiane oppure
straniere
operanti in
Italia, in grado
di offrire
servizi di
Family Office
erano il 45% del
totale presente
nel nostro
paese. La quota
media registrata
di asset under
advisement
detenuta da
ciascun family
office è invece
di 290 milioni
di euro, con una
percentuale di
crescita
positiva in
dodici mesi, dal
2005 al 2006,
del 18%. Le
strutture di
family office
nel 2006 erano
64 in totale,
undici in più
delle 53
presenti sul
mercato l' anno
precedente. La
crescita è
confermata per
il 2007 dalle
anticipazioni
dell' indagine
realizzata da
Magstat "Il
private banking
in Italia",
relativa al 2007
e in uscita per
i primi di
luglio, dove il
settore è uno
dei principali
punti di
analisi: nell'
indagine sono
stati analizzati
222 operatori
finanziari che
offrono servizi
di private
banking in
Italia. Dai dati
ricavati è
emerso come nel
2007 il numero
delle strutture
che offrono
servizi di
family office è
cresciuto a 77
unità. Questo
numero è però
destinato a
ridursi
sensibilmente
entro la fine
dell' anno in
corso a causa
della direttiva
Mifid. Entro il
30 giugno del
2008 i
multifamily
office che
intendono
continuare ad
offrire servizi
di consulenza
finanziaria
dovranno prima
trasformarsi in
SpA (con un
capitale sociale
di almeno 120
mila euro) e
chiedere poi l'
autorizzazione
alla Consob per
diventare sim di
consulenza. A
fine del 2007
solamente sette
strutture erano
già in regola
con la Mifid:
Camperio Sim,
CFO Sim, Comoi
Sim, Fiduciaria
Orefici Sim, Mfo
Sim, Seven Sim e
Uln Sim. Altre
cinque hanno già
avviato la
procedura per
diventare sim e
sono Admin
Partners S. p.
A, Consultique
S. p. A.,
Secofind S. r.
l, Tosetti Value
S. p. A e il
nuovo
multifamily
office di Azimut
e Tamburi. Per
tutti gli altri
soggetti del
settore, il
destino sembra
essere quello di
diventare
consulenti
finanziari
indipendenti. L'
indagine di
Magstat nel suo
complesso ha
rilevato, oltre
ai 77 family
office, il
seguente quadro
del settore
private banking:
53 banche
commerciali
italiane con
divisioni o con
banche autonome
specializzate
nel private
banking; 41
banche d' affari
straniere; 18
banche italiane
indipendenti
specializzate
nel private
banking; 28 tra
boutique
finanziarie, sgr,
sim indipendenti
e 5 reti di
promotori
finanziari con
strutture di
private banking.
-
LUCA PALMIERI